
Codice UE sull’IA: verso regole più chiare e trasparenti
Il Codice di buone pratiche sui modelli di intelligenza artificiale, consegnato alla Commissione europea l'11 luglio 2025, rappresenta un passo decisivo nel percorso regolatorio europeo sull'IA, anticipando l'entrata in vigore dell'AI Act prevista per agosto. Nato dall'esigenza di fornire linee guida chiare e uniformi per l'uso responsabile dell'IA in Europa, il Codice non è vincolante ma promuove autoregolamentazione condivisa, coinvolgendo esperti indipendenti e stakeholders per bilanciare innovazione, trasparenza e tutela dei diritti fondamentali.
La struttura del documento si articola in tre capitoli chiave: trasparenza IA, diritto d'autore e valutazione dei rischi. La trasparenza impone ai fornitori di modelli general-purpose IA di rendere pubbliche e accessibili informazioni sui dati di addestramento e il funzionamento dei sistemi, favorendo accountability. Sul fronte del diritto d'autore, si riconosce la necessità di tutelare i contenuti protetti coinvolti nell'addestramento degli algoritmi, introducendo meccanismi di tracciabilità e segnalazione. La valutazione dei rischi mira a identificare e mitigare pericoli tecnici e sociali, come la disinformazione o discriminazioni, tramite audit periodici e sistemi di segnalazione.
La natura volontaria del Codice permette una flessibilità nei tempi di adeguamento, premiando con minori oneri amministrativi chi si conforma anticipatamente. Sebbene vi siano critiche circa l'efficacia di un approccio non vincolante, la Commissione punta a creare un modello europeo di governance IA che coniughi innovazione e responsabilità. Il successo dipenderà dall'effettivo impegno delle imprese, dalla trasparenza verso i cittadini e dal monitoraggio continuo delle pratiche adottate, tracciando la strada per un'Europa leader nelle normative IA.