
Abbattere barriere: il progetto "Amici di penna" ad Acireale
Nel cuore di Acireale, il Liceo delle Scienze Umane "Regina Margherita" si è fatto pioniere di una proposta educativa innovativa: il progetto "Amici di penna", che ha messo in dialogo diretto studenti e giovani detenuti dell’Istituto Penale Minorile locale tramite uno scambio di lettere anonime. Il contesto sociale della città — caratterizzato da pluralità culturale e una storica attenzione alla legalità — ha favorito la nascita dell’iniziativa, resa possibile dalla collaborazione con una cooperativa sociale esperta nell’inclusione e nel reinserimento. Lo scopo era abbattere i muri del pregiudizio e favorire la crescita empatica degli studenti, avvicinandoli a storie e vissuti spesso esclusi dalla narrazione scolastica comune. Nel percorso, la scuola ha coinvolto le famiglie per garantire trasparenza, puntando su una strategia educativa aperta, riflessiva e fondata sul rispetto reciproco, inserendosi nelle linee guida della "scuola per l’inclusione" e della cittadinanza attiva.
Il progetto si è articolato in un intenso scambio epistolare durato oltre due mesi, sotto la supervisione di docenti e operatori sociali. Le lettere, rigorosamente anonime, hanno permesso sia agli studenti sia ai detenuti di raccontarsi in modo autentico, affrontando temi come la famiglia, i sogni, le difficoltà e la paura del giudizio. L’anonimato si è rivelato lo strumento vincente per la sincerità: molti ragazzi hanno colto la possibilità di esprimersi senza paura, conferendo alle lettere lo status di piccoli diari condivisi. Le discussioni collettive in classe hanno valorizzato la condivisione delle emozioni e delle riflessioni, accrescendo l’empatia e l’attenzione al prossimo. La cooperativa ha svolto un ruolo chiave non solo nella mediazione e nel controllo dei messaggi, ma anche nel supporto psicopedagogico degli adolescenti coinvolti, sia dentro sia fuori dal carcere, promuovendo una visione della scuola come laboratorio sociale aperto e responsabile.
I risultati del progetto si riflettono sia sulla comunità scolastica sia su quella carceraria: studenti e docenti hanno maturato nuove prospettive sulla legalità e sulla dignità, abbattendo stereotipi e timori verso il diverso. I giovani detenuti hanno espresso gratitudine per aver avuto finalmente uno spazio d’ascolto, mentre il liceo di Acireale si è affermato come esempio di buona prassi per l’intera regione, tanto che altre scuole stanno considerando di replicare il modello. L’esperienza ha dimostrato la potenza della parola scritta e dell’anonimato nella creazione di relazioni autentiche e nella promozione dell’inclusione reale, offrendo un contributo concreto per educare le nuove generazioni all’empatia, al rispetto delle differenze e alla cittadinanza attiva, valori fondamentali per una società più giusta e coesa.